Allegato d. Istruzioni per la tutela dei "Centri Storici".
Ai fini dell'individuazione dei Centri Storici, vanno presi in considerazione
non solo i vecchi "centri" urbani tradizionalmente intesi, ma ‑ più in generale
‑ tutti gli insediamenti umani le cui strutture,
unitarie o frammentarie, anche se parzialmente trasformate nel tempo, siano
state costituite nel passato o, tra quelle successive, quelle eventuali aventi
particolare valore di testimonianza storica o spiccate qualità urbanistiche o
architettoniche.
Il carattere storico va riferito all'interesse che detti insediamenti presentano
quali testimonianze di civiltà del passato e quali documenti di cultura urbana,
anche indipendentemente dall'intrinseco pregio artistico o formale o dal loro
particolare aspetto ambientale, che ne possono arricchire o esaltare
ulteriormente il valore, in quanto non solo l'architettura, ma anche la
struttura urbanistica possiede, di per se stessa, significato e valore.
Gli interventi di restauro nei Centri Storici hanno il fine di garantire ‑ con
mezzi e strumenti ordinari e straordinari ‑ il permanere nel tempo dei valori
che caratterizzano questi complessi. Il restauro non va, pertanto, limitato ad
operazioni intese a conservare solo i caratteri formali di singole architetture
o di singoli ambienti, ma esteso alla sostanziale conservazione delle
caratteristiche d'insieme dell'intero organismo urbanistico e di tutti gli
elementi che concorrono a definire dette caratteristiche.
Perché l'organismo urbanistico in parola possa essere adeguatamente
salvaguardato, anche nella sua continuità nel tempo e nello svolgimento in esso
di una vita civile e moderna, occorre anzitutto che i Centri Storici siano
riorganizzati nel loro più ampio contesto urbano e territoriale e nei loro
rapporti e connessioni con sviluppi futuri: ciò anche al fine di coordinare le
azioni urbanistiche in modo da ottenere la salvaguardia e il recupero del centro
storico a partire dall'esterno della città, attraverso una programmazione
adeguata degli interventi territoriali. Si potrà configurare così, attraverso
tali interventi (da attuarsi mediante gli strumenti urbanistici), un nuovo
organismo urbano, nel quale siano sottratte al centro storico le funzioni che
non sono congeniali ad un suo recupero in termini di risanamento conservativo.
Il coordinamento va considerato anche in rapporto all'esigenza di salvaguardia
del più generale contesto ambientale territoriale, soprattutto quando questo
abbia assunto valori di particolare significato strettamente connessi alle
strutture storiche così come sono pervenute a noi (come, ad esempio, la corona
collinare intorno a Firenze, la laguna veneta, le centuriazioni romane della
Valpadana, la zona dei trulli pugliese ecc.).
Per quanto riguarda i singoli elementi attraverso i quali si attua la
salvaguardia dell'organismo nel suo insieme, sono da prendere in considerazione
tanto gli elementi edilizi, quanto gli altri elementi costituenti gli spazi
esterni (strade, piazze ecc.) ed interni (cortili, giardini, spazi liberi ecc.),
ed altre strutture significanti (mura, porte, rocce ecc.), nonché eventuali
elementi naturali che accompagnano l'insieme caratterizzandolo più o meno
accentuatamente (contorni naturali, corsi d'acqua, singolarità geomorfologiche
ecc.).
Gli elementi edilizi che ne fanno parte vanno conservati non solo nei loro
aspetti formali, che ne qualificano l'espressione architettonica o ambientale,
ma altresì nei loro caratteri tipologici in quanto espressione di funzioni che
hanno caratterizzato nel tempo l'uso degli elementi stesi.
Ogni intervento di restauro va preceduto, ai fini dell'accertamento di tutti i
valori urbanistici, architettonici, ambientali, tipologici, costruttivi, ecc.,
da un'attenta operazione di lettura storico-critica: i risultati della quale
non sono volti tanto a determinare una differenziazione operativa ‑poiché su
tutto il complesso definito come centro storico si dovrà operare con criteri
omogenei ‑quanto piuttosto alla individuazione dei diversi vari gradi di
intervento, a livello urbanistico e a livello edilizio, qualificandone il
necessario "risanamento conservativo".
A questo proposito occorre precisare che per risanamento conservativo devesi
intendere, anzitutto, il mantenimento delle strutture viario‑edilizie in
generale (mantenimento del tracciato, conservazione della maglia viaria, del
perimetro degli isolati ecc.); e inoltre il mantenimento dei caratteri generali
dell'ambiente che comportino la conservazione integrale delle emergenze
monumentali ed ambientali più significative e l'adattamento degli altri elementi
o singoli organismi edilizi alle esigenze di vita moderna, considerando solo
eccezionali le sostituzioni, anche parziali, degli elementi stessi e solo nella
misura in cui ciò sia compatibile con la conservazione del carattere generale
delle strutture del centro storico.
I principali tipi di intervento a livello urbanistico sono:
a) Ristrutturazione urbanistica. È intesa a verificarne, ed eventualmente a
correggerne laddove carenti, i rapporti con la struttura territoriale o urbana
con cui esso forma unità. Di particolare importanza è la analisi del ruolo
territoriale e funzionale che il centro storico svolge nel tempo ed al presente.
Attenzione speciale in questo senso va posta all'analisi ed alla
ristrutturazione (lei rapporti esistenti fra centro storico e sviluppi
urbanistici ed edilizi contemporanei, soprattutto dal punto di vista funzionale,
con particolare riguardo alla compatibilità di funzioni direzionali.
L'intervento di ristrutturazione urbanistica dovrà attendere a liberare i Centri
storici da quelle destinazioni funzionali, tecnologiche o, in generale, d'uso,
che provocano un effetto caotico e degradante degli stessi.
b) Riassetto viario. Va riferito all'analisi ed alla revisione dei collegamenti
viari e dei flussi di traffici che ne investono la struttura, col fine
prevalente di ridurne gli aspetti patologici e ricondurre l'uso del centro
storico a funzioni compatibili con le strutture di un tempo. Da considerare la
possibilità di immissione delle attrezzature e di quei servizi pubblici
strettamente connessi alle esigenze di vita del centro.
c) Revisione dell'arredo urbano. Esso concerne le vie, le piazze e tutti gli
spazi liberi esistenti (cortili, spazi interni, giardini ecc.), ai fini di una
omogenea connessione tra edifici e spazi esterni. 1 principali tipi di
intervento a livello edilizio sono:
1) Risanamento statico ed igienico degli edifici, tendente al mantenimento della
loro struttura e ad un uso equilibrato della stessa; tale intervento va attuato
secondo le tecniche, le modalità e le avvertenze di cui alle istruzioni per la
condotta dei restauri architettonici. In questo tipo di intervento è di
particolare importanza il rispetto delle qualità tipologiche, costruttive e
funzionali dell'organismo, evitando quelle trasformazioni che ne alterino i
caratteri.
2) Rinnovamento funzionale degli organismi interni, (la permettere soltanto là
dove si presenti indispensabile ai fini del mantenimento in uso dell'edificio.
In questo tipo di intervento è di importanza fondamentale il rispetto delle
qualità tipologiche e costruttive degli edifici, proibendo tutti quegli
interventi che ne alterino i caratteri, così come gli svuotamenti della
struttura edilizia o l'introduzione di funzioni che deformano eccessivamente
l'equilibrio tipologico‑costruttivo dell'organismo.
Strumenti operativi (lei tipi di intervento sopra elencati sono essenzialmente:
‑ piani regolatori generali, ristrutturanti i rapporti tra centro storico e
territoriale e tra centro storico e città nel suo insieme;
‑ piani particolareggiati relativi alla ristrutturazione del centro storico nei
suoi elementi più significativi;
- piani esecutivi di comparto, estesi ad un isolato o ad un insieme di elementi
organicamente raggruppabili.
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