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CARTE DEL RESTAURO 1972


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Allegato b. Istruzioni per la condotta dei restauri architettonici.
Premesso che le opere di manutenzione tempestivamente eseguite assicurano lunga
vita ai monumenti, evitando l'aggravarsi dei danni, si raccomanda la maggiore
cura possibile nella continua sorveglianza degli immobili per i provvedimenti di
carattere preventivo, anche al fine di evitare interventi di maggiore ampiezza.
Si ricorda inoltre la necessità di considerare tutte le operazioni di restauro
sotto il sostanziale profilo conservativo, rispettando gli elementi aggiunti ed
evitando comunque interventi innovativi o di ripristino.
Sempre allo scopo di assicurare la sopravvivenza dei monumenti, va inoltre
attentamente vagliata la possibilità di nuove utilizzazioni degli antichi
edifici monumentali, quando queste non risultino incompatibili con gli interessi
storico‑artistici. 1 lavori di adattamento dovranno essere limitati al
minimo, conservando scrupolosamente le forme esterne ed evitando sensibili
alterazioni all'indivi­dualità tipologica, all'organismo costruttivo ed alla
sequenza dei percorsi interni.
La redazione del progetto per il restauro di un'opera architettonica deve essere
preceduta da un attento studio sul monumento condotto da diversi punti di vista
(che prendano in esame la sua posizione nel contesto territoriale o nel tessuto
urbano, gli aspetti tipologici, le emergenze e qualità formali, i sistemi e i
caratteri struttivi, ecc.), relativamente all'opera originaria, come anche alle
eventuali aggiunte o modifiche. Parte integrante di questo studio saranno
ricerche bibliografiche, iconografiche ed archivistiche, ecc., per acquisire
ogni possibile dato storico. Il progetto si baserà su un completo rilievo
grafico e fotografico da interpretare anche sotto il profilo metrologico, (lei
tracciati regolatori e (lei sistemi proporzionali, e comprenderà un accurato
specifico studio per la verifica delle condizioni di stabilità.
L'esecuzione (lei lavori pertinenti al restauro dei monumenti, consistendo in
operazioni spesso delicatissime e sempre di grande responsabilità, dovrà essere
affidata ad imprese specializzate e possibilmente condotta "in economia", invece
che contabilizzata "a misura" o "a cottimo".
I restauri debbono essere continuamente vigilati e diretti per assicurarsi della
buona esecuzione e per poter subito intervenire qualora si manifestino fatti
nuovi, difficoltà o dissesti murari; per evitare infine, specie quando operano
il piccone e il martello, che scompaiano elementi prima ignorati od
eventualmente sfuggiti all'indagine preventiva, ma certamente utili alla
conoscenza dell'edificio ed alla condotta del restauro. In particolare il
direttore dei lavori, prima di raschiare tinteggiature o eventualmente rimuovere
intonaci, deve accertare l'esistenza o meno di qualsiasi traccia di decorazioni,
quali fossero le originarie grane e coloriture delle pareti e delle volte.
Esigenza fondamentale del restauro è quella di rispettare e salvaguardare
l'autenticità degli elementi costitutivi. Questo principio deve sempre guidare e
condizionare le scelte operative. Per esempio, nel caso di murature fuori
piombo, anche se perentorie necessità ne suggeriscano la demolizione e la
ricostruzione, va preliminarmente esaminata e tentata la possibilità di
raddrizza­mento senza sostituire le murature originarie.
Così la sostituzione delle pietre corrose potrà avvenire soltanto per comprovate
gravissime esigenze.
Le sostituzioni e le eventuali integrazioni di paramenti murari, ove necessario
e sempre nei limiti più ristretti, dovranno essere sempre distinguibili dagli
elementi originari, differenziando i materiali o le superfici di nuovo impiego;
ma in genere appare preferibile operare lungo la periferia dell'integra­zione
con un chiaro e persistente segno continuo a testimonianza (lei limiti
dell'intervento. Ciò potrà ottenersi con laminetta di metallo idoneo, con una
continua serie di sottili frammenti di laterizi o con solchi visibilmente più
larghi e profondi, secondo i diversi casi.
Il consolidamento delle pietre o di altri materiali dovrà essere
sperimentalmente tentato quando i metodi lungamente provati dall'Istituto
Centrale del Restauro diano effettive garanzie. Ogni precauzione dovrà essere
adottata per evitare l'aggravarsi delle situazioni; così pure ogni intervento
dovrà essere messo in opera per eliminare le cause (lei danni. Per esempio,
appena si notano pietre spaccate da grappe o perni di ferro che con l'umidità si
gonfiano, conviene smontare la parte offesa e sostituire il ferro col bronzo o
con il rame; o meglio, con acciaio inossidabile, che presenta il vantaggio di
non macchiare le pietre.
Le sculture in pietra poste all'esterno degli edifici o nelle piazze debbono
essere vigilate, intervenendo quando sia possibile adottare, attraverso la
prassi sopraindicata, un metodo collaudato di consolidamento o di protezione
anche stagionale. Qualora ciò risulti impossibile, converrà trasferire la
scultura in un locale interno.
Per la buona conservazione delle fontane di pietra o di bronzo, occorre
decalcificare l'acqua, eliminando le incrostazioni calcaree e le periodiche
dannose ripuliture.
La patina delle pietre deve essere conservata per evidenti ragioni storiche,
estetiche ed anche tecniche, in quanto essa disimpegna in genere funzioni
protettive, come è attestato dalle corrosioni che prendono inizio dalle lacune
della patina. Si possono asportare le materie accumulate sopra le pietre ‑
detriti, polvere, fuliggine, guano di colombi ecc. ‑ usando solo spazzole
vegetali o getti d'aria a pressione moderata. Dovranno perciò essere evitate le
spazzole metalliche, i raschietti, come pure sono, in generale, da escludere
getti a forte pressione di sabbia naturale, di acqua e di vapore e perfino
sconsigliabili i lavaggi di qualsiasi natura.

Allegato c. Istruzioni per l'esecuzione di restauri pittorici e scultorei.
Operazioni preliminari
La prima operazione (la compiere, prima di ogni intervento di restauro su
qualsiasi opera d'arte pittorica o scultorea, è un'accurata ricognizione dello
stato di conservazione. In tale ricognizione rientra l'accertamento dei vari
strati materici di cui l'opera può risultare composta ‑ e se originari o
aggiunti ‑ e la determinazione approssimativa delle varie epoche nelle quali le
stratificazioni, le modifiche, le aggiunte vennero a prodursi. Verrà quindi
redatto un resoconto che costituirà parte integrante del programma e l'esordio
del giornale di restauro. Successivamente dovranno eseguirsi, dell'opera, le
fotografie indispensabili a documentarne lo stato precedente all'intervento di
restauro, e tali fotografie verranno eseguite, a seconda dei casi, oltre che a
luce naturale, a luce monocromatica, ai raggi ultravioletti semplici o filtrati,
ai raggi infrarossi. È sempre consigliabile eseguire, anche in casi che non
rivelino ad occhio nudo delle sovrapposizioni, radiografie ai raggi molli. Nel
caso di pitture mobili, anche il tergo del dipinto andrà fotografato.
Se dalle documentazioni fotografiche, che saranno annotate nel giornale di
restauro, risulteranno degli elementi problematici, questi andranno riferiti
nella loro problematicità.
Dopo avere eseguito le fotografie dovranno operarsi (lei prelievi minimi che
interessino tutti gli strati fino al supporto, in luoghi non capitali
dell'opera, per compierne delle sezioni stratigrafiche, qualora esistano
stratificazioni o vi sia (la accertare lo stato della preparazione.
Dei rilievi dovrà essere segnato il punto preciso nella fotografia a luce
naturale e apposta l'annotazione col riferimento alla fotografia nel giornale di
restauro.
Per quanto riguarda i dipinti murali, o su pietra, terracotta o altro supporto
(immobili), occorrerà assicurarsi delle condizioni del supporto in relazione
alla umidità, definire se si tratti di umidità di infiltrazione, per
condensazione o per capillarità; eseguire dei prelievi della malta e del
conglomerato del muro e misurarne il grado di umidità.
(qualora si notino o si suppongano formazioni fungine, anche su queste andranno
esperite analisi di microbiologia.
Il problema più particolare delle sculture, ove non si tratti (li sculture
dipinte o verniciate, sarà di accertarsi dello stato di conservazione della
materia in cui sono eseguite, ed eventualmente compiere delle radiografie.
Previdenze (la attuare nell'esecuzione dell'intervento di restauro.
Le indagini preliminari avranno (lato modo di orientare l'intervento di restauro
nella direzione giusta, sia che si tratti di pulitura semplice, di fissaggio, di
remozione di ridipinture, di trasporto, di ricomposizione di frammenti. Tuttavia
l'indagine che sarebbe la più importante per la pittura, la determinazione della
tecnica impiegata, non sempre potrà avere una risposta scientifica, e pertanto
la cautela e l'esperimento per le materie da usare nel restauro non dovranno
credersi resi superflui da un riconoscimento generico, fatto su base empirica e
non scientifica, della tecnica usata nella pittura in questione.
Circa la pulitura, questa potrà essere eseguita principalmente in due modi: e
con mezzi meccanici e con mezzi chimici. Da escludere comunque qualsiasi mezzo
che tolga la visibilità o la possibilità di intervento e controllo diretto nel
dipinto
I mezzi meccanici (bisturi) dovranno essere usati sempre con il controllo del
pinacoscopio, anche se non sempre sotto la lente del medesimo.
I mezzi chimici (solventi) devono risultare di natura tale da potere essere
immediatamente neutralizzati, inoltre volatili e tali cioè da non fissarsi
durevolmente negli strati del dipinto. Prima di usarli verranno eseguiti degli
esperimenti per assicurarsi che non possano intaccare la vernice originaria del
dipinto, ove dalle sezioni stratigrafiche risulti uno strato per lo meno
presumibilmente come tale.
Prima di procedere alla pulitura, con qualsiasi mezzo venga eseguita, occorre
tuttavia controllare minutamente la statica del dipinto, su qualsiasi supporto
risulti, e procedere al fissaggio delle parti sollevate o pericolanti. Tale
fissaggio potrà essere eseguito, a seconda dei casi, o localmente o con una
soluzione distesa uniformemente, la cui penetrazione possa venire assicurata da
una sorgente di
calore costante e non pericolosa per la conservazione del dipinto. Ma comunque
il fissaggio sia eseguito, è regola stretta che venga ritolta qualsiasi traccia
di fissativo dalla superficie pittorica. A questo scopo, dopo il fissaggio,
dovrà essere esperito un minuto esame al pinacoscopio.
Quando si debba procedere ad una velatura generale del dipinto, per operazioni
da compiere al supporto, è tassativo che tale velatura sia fatta dopo il
consolidamento delle parti o sollevate o pericolanti e con un collante
facilissimamente diluibile e diverso da quello impiegato nel fissaggio delle
parti sollevate o pericolanti.
Se il supporto della pittura sia ligneo e attaccato da tarli, termiti ecc., si
dovrà sottoporre la pittura all'azione di gas idonei a uccidere gli insetti
senza danneggiare la pittura. Da evitarsi l'imbibizione con liquidi.
Qualora lo stato del supporto o quello dell'imprimitura o tutt'e due insieme ‑
per dipinti mobili ‑esigano la distruzione o comunque la remozione del supporto
e la sostituzione dell'imprimitura, occorrerà che la vecchia imprimitura venga
rimossa per intero a mano col bisturi, inquantoché assottigliarla non sarebbe
sufficiente, a meno che solo il supporto sia fatiscente e l'imprimitura risulti
in buono stato. La conservazione, ove possibile, dell'imprimitura è sempre
consigliabile per mantenere alla superficie pittorica la sua conformazione
originaria.
Nella sostituzione del supporto ligneo, quando sia indispensabile, è da
escludersi la sostituzione con un nuovo supporto composto di massello di legno,
ed è consigliabile attuare l'applicazione su un supporto rigido solo quando si
sia assolutamente certi che il supporto stesso non avrà un indice di dilatazione
diverso da quello del supporto rimosso. Comunque il collante del supporto alla
tela del dipinto trasportato dovrà essere facilmente solubile senza danno né
della pittura né del collante che lega gli strati pittorici alla tela di
trasporto.
Qualora il supporto originario ligneo sia in buono stato ma abbia bisogno di
raddrizzature o di rinforzi o di parchettatura, si tenga presente che, ove non
sia proprio indispensabile ai fini della fruizione estetica del dipinto, è
sempre meglio non intervenire su un legno vecchio e ormai stabilizzato. Se si
interviene, occorre farlo con precise regole tecnologiche, che rispettino
l'andamento delle fibre del legno. Di questo si dovrà prendere una sezione,
individuarne la specie botanica e conoscerne l'indice di dilatazione. Qualsiasi
aggiunta dovrà essere compiuta con legno stagionato e a piccoli segmenti, così
da renderla la più inerte possibile rispetto al vecchio supporto su cui si
inserisce.
La parchettatura, con qualsiasi materiale venga eseguita, deve fondamentalmente
assicurare i movimenti naturali del legno su cui viene infissa.
Nel caso dei dipinti su tela, l'eventualità di un trasporto deve essere attuata
con la graduale e controllata distruzione della tela fatiscente, mentre per la
imprimitura eventuale (o preparazione) dovranno seguirsi gli stessi criteri che
per le tavole. Qualora si tratti di pitture senza preparazione, in cui un colore
molto liquido fu dato direttamente sul supporto (come nei bozzetti di Rubens),
il trasporto non sarà possibile.
L'operazione di rintelatura, comunque venga eseguita, deve evitare compressioni
eccessive e temperature troppo alte per la pellicola pittorica. Da escludersi
sempre e nel modo più tassativo operazioni di applicazioni di un dipinto su tela
ad un supporto rigido (maruflage).
I telai dovranno essere concepiti in modo da assicurare non solo la tensione
giusta, ma possibilmente da ristabilirla automaticamente, quando, per cause di
variazioni termoigrometriche, la tensione venisse a cedere.
Previdenze da tenere presenti nell'esecuzione di restauri a pitture murali.
Per le pitture mobili la determinazione della tecnica può dare luogo talora a
una ricerca insoluta e, allo stato attuale insolubile, anche per le generiche
categorie di pittura a tempera, a olio, a encausto, a acquarello o a pastello;
per le pitture murali, eseguite comunque su manufatto o direttamente su marmo,
pietra ecc., la definizione del 7nedittm usato non sarà talora meno problematica
(come per le pitture murali di epoca classica), ma d'altro canto ancora più
indispensabile per procedere a qualsiasi operazione di pulitura, di fissaggio,
di strappo o di distacco. Soprattutto dovendosi procedere allo strappo o al
distacco, prima dell'applicazione dei veli protettivi a mezzo di un collante
solubile è necessario accertarsi che il diluente non scioglierà o intaccherà il
medi2snz della pittura da restaurare. Inoltre, se si tratterà di una tempera, e
generalmente per le parti a tempera degli affreschi, dove certi colori non
potevano essere dati a buon fresco, sarà indispensabile un fissaggio preventivo.
Talora, quando i colori della pittura murale si presentino allo stato più o meno
avanzato di pulverulenza, occorrerà anche una cura speciale per la spolveratura,
in modo da asportare la minor parte possibile del colore pulverulento
originario.
Circa la fissatura del colore, bisogna orientarsi verso un fissativo che non sia
di natura organica, forzi il meno possibile i toni originari, non divenga
irreversibile col tempo.
La polvere andrà esaminata per vedere se contenga formazioni fungine e quali
cause si possano attri­buire alle formazioni delle stesse. Qualora si possano
accertare le cause di queste ultime e si trovi un fungicida adatto, occorrerà
assicurarsi che non danneggi la pittura e possa essere facilmente rimosso.
Quando si debba necessariamente orientarsi sulla remozione del dipinto dal
supporto, fra i metodi da scegliere, con equivalenti probabilità di riuscita,
dovrà scegliersi lo strappo, per la possibilità che offre di recuperare la
sinopia preparatoria, in caso di affreschi, ed anche perché libera la pellicola
pittorica dai residui di un intonaco fatiscente o ammalato.
Circa il supporto su cui ricollocare la pellicola pittorica, occorre che offra
le massime garanzie di stabilità, inerzia e neutralità (assenza di ph);
occorrerà altresì che possa essere costruito nelle dimensioni stesse del
dipinto, senza suture intermedie, che risalterebbero inevitabilmente, col
passare del tempo, sulla superficie pittorica. Il collante con cui si fisserà la
tela aderente alla pellicola pittorica sul nuovo supporto dovrà potersi
sciogliere con tutta facilità con un solvente che non danneggi la pittura.
Qualora si preferisca mantenere il dipinto trasportato su tela, naturalmente
rinforzata, il telaio dovrà essere studiato in modo, e con materie tali, da
avere la massima stabilità, elasticità ed automaticità nel ristabilire la
tensione che per qualsiasi ragione, climatica o meno, venisse a variare. Qualora
invece che di pitture si tratti di staccare dei mosaici, occorrerà assicurarsi
che le tessere, ove non costituiscano una superficie completamente piana, siano
fissate e possano essere riapplicate con la collocazione originaria. Prima
dell'applicazione dei veli e dell'armatura di sostegno, ci si dovrà assicurare
dello stato di conservazione delle tessere ed eventualmente consolidarle.
Particolare cura dovrà essere posta nel conservare le caratteristiche tettoniche
della superficie.
Previdenze da tenere presenti nell'esecuzione di restauri ad opere di scultura.
Dopo accertata la materia ed eventualmente la tecnica con cui le sculture sono
state eseguite (se in marmo, pietra, stucco, cartapesta, terracotta, terracotta
invetriata, terra non cotta, terra non cotta e dipinta, ecc.), ove non risultino
parti dipinte e sia necessaria una pulitura, è da escludersi l'esecuzione di
lavaggi tali che, anche se lascino intatta la materia, ne intacchino la patina.
Perciò, nel caso di sculture di scavo o trovate in acqua (mare, fiumi ecc.) se
vi saranno incrostazioni, queste dovranno essere rimosse preferibilmente con
mezzi meccanici, o, se con solventi, che questi siano tali da non intaccare la
materia della scultura e tanto meno fissarvisi.
Qualora si tratti di sculture in legno, e questo sia in stato fatiscente, l'uso
di fissativi dovrà essere subordinato alla conservazione dell'aspetto originario
della materia lignea.
Se il legno sia infestato da tarli, termiti, ecc., occorrerà sottoporlo
all'azione di gas idonei, ma quanto più possibile si deve evitare l'imbibizione
con liquidi che, anche in assenza di parti dipinte, potrebbero alterare
l'aspetto del legno.
Nel caso di sculture ridotte in frammenti, l'uso di eventuali perni, sostegni
ecc., dovrà essere subordinato alla scelta di metallo non ossidabile. Per gli
oggetti in bronzo si raccomanda una particolare cura per la conservazione della
patina nobile (atacamite, malachite ecc.), sempre che al di sotto di essa non
esistano gradi di corrosione in atto.
Avvertenze generali per la ricollocazione di opere d'arte restaurate.
Come linea di condotta assoluta non si dovrà mai rimettere un'opera d'arte
restaurata nel luogo originario, se il restauro fu occasionato dallo stato
termoigrometrico del luogo in generale o della parete in particolare, e se il
luogo o la parete non avranno subito interventi tali (risanamento,
climatizzazione ecc.) che garantiscano la conservazione e la salvaguardia
dell'opera d'arte.



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